lunedì 12 ottobre 2015

EDUOPEN: L'UNIVERSITÀ DI FOGGIA ALLA GUIDA DI DIECI ATENEI ITALIANI

Capofila di un progetto MIUR sull’innovazione della didattica, seminario nazionale con gli esperti di e-Learning e MOOC convocato a Foggia (giovedì e venerdì prossimi a Palazzo Ateneo).

«Da dicembre apriremo al pubblico la prima piattaforma nazionale su cui saranno disponibili corsi brevi e gratuiti che danno anche diritto a crediti universitari, sarà possibile fruire di una formazione di eccellenza senza l'obbligo essere iscritti ad una Università. Il pubblico e gli studenti interessati dovranno selezionare da un catalogo il corso che gli interessa, quindi frequentare le lezioni on-line». EduOpen l'importante e ambizioso progetto di didattica del futuro finanziato interamente dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dopo la presentazione ufficiale tenuta a Modena nei mesi scorsi entra nel vivo. E lo fa ripartendo dall'Università di Foggia, capofila del progetto e coordinatrice scientifica degli altri dieci Atenei italiani che compongono il consorzio alla base della proposta (Università di Bari, Ferrara, Foggia appunto, Genova, Milano-Bicocca, Modena e Reggio Emilia, Parma, Perugia, Salento e Politecnico di Bari).

​Per giovedì 15 e venerdì 16 ottobre p.v. - presso la sala consiliare di Palazzo Ateneo, in via Gramsci 89/91 a Foggia – è stato convocato un seminario nazionale con i delegati di tutte le Università che hanno attivato, o che intendono farlo, percorsi di studio in modalità e-Learning: pratiche didattiche, innovazioni tecnologiche e strategie istituzionali sono al centro dell'interessante dibattito in cui l'Università di Foggia reciterà certamente un ruolo da protagonista.
EduOpen è un progetto che ha l’obiettivo di allestire e sviluppare una piattaforma italiana dei MOOC, uno strumento avanzato di didattica futuristica che – esteso anche ad altri Atenei e partner italiani ed esteri – in grado di affermarsi nel panorama internazionale dell’innovazione tecnologica applicata agli insegnamenti. 
Durante il seminario presso l'Università di Foggia si parlerà come anticipato di MOOC (Massive Open Online Courses), corsi aperti e gratuiti per la formazione on line, rivolti a un numero piuttosto elevato di utenti che dal web possono fruire di materiali di studio acquisendo conoscenze scientifiche specifiche: questi corsi mirano alla costruzione di comunità di apprendimento e di un più ampio ecosistema formativo. 

«Da Foggia possiamo affermare parte una sfida internazionale per innovare la formazione universitaria – commenta il delegato alla Didattica e all'e-Learning dell'Università di Foggia, prof. Pierpaolo Limone –. Il nostro Ateneo è capofila di un importante rete universitaria finanziata dal MIUR, una rete che sta sperimentando nuove modalità di formazione attraverso il web. Il prossimo dicembre apriremo al pubblico la prima piattaforma nazionale su cui saranno raccolti corsi brevi e gratuiti (denominati per l'appunto MOOC, NdR) che dànno anche diritto a crediti universitari, sarà possibile fruire di una formazione di eccellenza anche senza essere necessariamente iscritti ad una Università. Il pubblico oppure gli studenti che intendono parteciparvi dovranno semplicemente selezionare, da un catalogo, il corso che gli interessa e frequentare le lezioni on line. Alcuni di questi corsi saranno in inglese e rappresenteranno le eccellenze della nostra ricerca scientifica. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere, possibilmente in pochi anni, migliaia di utenti non solo in Italia ma anche in Europa e nel resto del mondo. Così facendo apriremo le porte dell'Università, renderemo simbolicamente le sue aule trasparenti, per condividere i nostri studi e la qualità della nostra offerta formativa. Il progetto si chiama EduOpen perché l'apertura e l'universalità del sapere sono il fondamento dell'Università occidentale e le tecnologie, oggi, ci permettono di attualizzare l'utopia del potere trasformativo di un'educazione accessibile a tutti».

 ​Su finanziamento del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il progetto EduOpen – così come l'evento organizzato presso la sala consiliare di Palazzo Ateneo – è stato organizzato dal laboratorio ERID (Educational Research & Interaction Design): centro di ricerca e sviluppo di tecnologie didattiche dell'Università di Foggia, coordinato dal prof. Pierpaolo Limone.

sabato 10 ottobre 2015

EDUCATIONDAY: GIORNATA EUROPEA DELL'ISTRUZIONE SU TWITTER

Il 15 ottobre gli istituti scolastici d’Europa parteciperanno all’#EducationDay, la prima iniziativa pan-europea su Twitter che mira a mobilitare l’intera community dell’istruzione in una conversazione globale.  Le istituzioni scolastiche di Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e Irlanda useranno Twitter per comunicare con i propri studenti e tra  loro in modo nuovo e coinvolgente
Si tratta di una grande opportunità per connettere studenti, istituzioni scolastiche e insegnanti in una modalità tutta nuova. A oggi, oltre 170 istituzioni tra Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e Irlanda si sono già registrate all’iniziativa. A questo link la lista dei partecipanti, che verrà costantemente aggiornata. 
Per partecipare all’#EducationDay basta registrarsi compilando questo form!

In Italia, l’iniziativa vedrà la partecipazione attiva delle Università. L’#EducationDay sarà vissuto, infatti, come un open day virtuale su Twitter in cui gli atenei si racconteranno e dialogheranno con un vasto pubblico, costituito non solo da studenti, attuali o potenziali, ma da tutto il grande bacino di utenti Twitter.

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca inoltre rilancerà l'#EducationDay dal proprio profilo Twitter @MiurSocial.

"Twitter è una piattaforma utilizzata ogni giorno nel mondo da milioni di persone - conferma Marco Grappeggia - per restare in contatto con i loro interessi e per reperire informazioni di ogni genere. Costituisce dunque un’importante opportunità per le università, che potranno entrare in contatto non solo con i loro studenti, ma anche con quelli che a breve termineranno le scuole superiori e hanno la necessità di orientarsi in merito alle scelte future".


Per intercettare il loro bisogno di informazioni, gli atenei italiani potranno quindi twittare in merito ad argomenti istituzionali quali, ad esempio, piani di studio, didattica, job placement, dottorati di ricerca e altri argomenti ancora, ma anche in merito a curiosità più interattive e coinvolgenti, quali alumni illustri, grandi eventi passati, la storia dell’ateneo o l’architettura dei propri edifici. 
A oggi sono numerosi gli atenei che hanno aderito all’#EducationDay su Twitter, fra questi l’Università Bocconi, Università LUISS Guido Carli, l’Università degli Studi di Firenze, la LIUC – Università Cattaneo, l’Università di Pavia, l’Università Ca' Foscari Venezia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’Università Europea di Roma, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano, l’Università LUMSA, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Siena, l’Università degli Studi di Foggia e l’Università per Stranieri di Perugia.



Le varie Università realizzeranno per la giornata alcune iniziative specifiche per coinvolgere i propri interlocutori. Un esempio per tutti quello dell’Università Bocconiche, oltre a fornire informazioni pratiche sull’ateneo, il 15 ottobre twitterà raccontando le storie di alcuni studenti e ospiterà, per le ore 17:30 dal proprio account Twitter, una sessione di domande&risposte con il rettore Andrea Sironi. 

Come seguire e partecipare all’#EducationDay
Segui #EducationDay su Twitter per partecipare in tempo reale alla conversazione sull’istruzione. Puoi consultare ai seguenti link la lista dei partecipanti dei diversi paesi che hanno aderito all’iniziativa (UK, Francia, Germania, Italia, Spagna e Irlanda).

sabato 3 ottobre 2015

Stress e lavoro: l’importanza del benessere organizzativo

Si terrà un convegno gratuito il 23 ottobre 2015 a Milano, presso il Centro per la Cultura della Prevenzione del Comune, di Milano per parlare di benessere organizzativo e raccogliere esperienze e buone prassi nella gestione dello stress lavoro correlato.



Un convegno il 23 ottobre a Milano per parlare di benessere organizzativo e raccogliere esperienze e buone prassi nella gestione dello stress lavoro correlato.

Sono molti i dati che dimostrano come il rischio stress lavoro correlato, come i rischi psicosociali negli ambienti di lavoro rappresentino in Europa una delle principali sfide per una reale tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nelle aziende. Lo stress negli ambienti di lavoro riguarda infatti più di 40 milioni di persone nell’Unione Europea ed è all’origine delle maggioranza di tutte le giornate lavorative perse. E se il 51% dei lavoratori ritiene che lo stress lavoro-correlato sia presente nel proprio ambiente lavorativo, quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress lavorativo non sia ancora gestito adeguatamente nella propria azienda.

Poiché questa sfida può essere vinta con un’adeguata consapevolezza del problema da parte di lavoratori e aziende, l’Unione Europea ha ritenuto necessario, tramite l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), lanciare per il 2014 e 2015 una campagna incentrata sulla gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul lavoro, dal titolo “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.
E in Italia uno dei partner della campagna europea è l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) che ha tra i suoi compiti l’organizzazione di eventi per migliorare la consapevolezza del rischio stress, favorirne una corretta gestione e diminuire l’incidenza dei rischi psicosociali nelle aziende.

Proprio con queste motivazioni AiFOS - in collaborazione con Associazione Ambiente e Lavoro, Associazione di imprese per la salute e la sicurezza del lavoro (Assoprev) e il Network europeo sui rischi lavorativi (EWHN) - organizza a Milano il 23 ottobre 2015 un convegno di studio e approfondimento dal titolo “Il benessere organizzativo: esperienze e buone prassi nella gestione dello stress lavoro correlato in Italia”, un convegno che ha anche una sessione pomeridiana in inglese: “Work Related Stress: How to Prevent, Assess and Tackle the Risk at European Scale”. 

Il convegno affronterà diversi temi a partire dall’analisi dello stato dell’arte e delle migliori prassi in materia di valutazione dello stress. Si soffermerà poi sull’evoluzione della giurisprudenza civile e penale italiana sullo stress lavoro correlato, fino ad arrivare – nella sessione pomeridiana – anche alla presentazione di specifiche buone pratiche e esperienze europee nella gestione dei rischi psicosociali.

Durante l’incontro si parlerà anche di “benessere organizzativo”, un elemento importante per la lotta per la riduzione dei rischi psicosociali su cui l’Associazione AiFOS lavora da anni elaborando ricerche e progetti attraverso il gruppo di lavoro AiFOS “Stress e benessere organizzativo”. È possibile sviluppare negli ambienti di lavoro un’idonea organizzazione lavorativa, un clima positivo che ponga la persona al centro del processo lavorativo e punti insieme ad un miglioramento del benessere dei lavoratori e della qualità del lavoro svolto? 

Ricordiamo che la valutazione del rischio stress lavoro correlato nei luoghi di lavoro è un obbligo richiesto dall’articolo 28 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto legislativo 81/2008). Articolo 28 che, in riferimento alla valutazione dei rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori, fa esplicito riferimento anche ai rischi collegati allo stress lavoro-correlato.

Dunque a Milano il 23 ottobre 2015, dalle ore 9.30 alle ore 17.30 – in Viale Gabriele D’Annunzio 15, presso il Centro per la Cultura della Prevenzione del Comune di Milano – si terrà il convegno “Il benessere organizzativo: esperienze e buone prassi nella gestione dello stress lavoro correlato in Italia” in due sessioni:
- sessione mattutina in italiano (9:30/13:00): “Il benessere organizzativo: esperienze e buone prassi nella gestione dello stress lavoro correlato in Italia”;
- sessione pomeridiana in inglese (14:00/17:30): “Work Related Stress: How to Prevent, Assess and Tackle the Risk at European Scale”. 
L’evento è segnalato anche dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro tra gli eventi della campagna “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

Questo il programma della sessione mattutina:

Apertura dei lavori
- Presentazione del Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita
- Francesco Naviglio, AiFOS
- Norberto Canciani, Associazione Ambiente e Lavoro
- Graziano Frigeri, Presidente Assoprev e Segretario EWHN

Interventi
- Andrea Cirincione, Presidente PLP Lombardia (Psicologi Liberi Professionisti) “Lo stato dell’arte della valutazione dello stress in Italia”;
- Anna Guardavilla, Giurista, esperta di sicurezza sul lavoro “L’evoluzione della giurisprudenza civile e penale sullo stress lavoro correlato: dal 2087 del codice civile alle più recenti sentenze sulla valutazione dei rischi”;
- Carlo Bisio, Psicologo delle organizzazioni, Ergonomo “Valutazione del rischio stress lavoro-correlato: le migliori prassi”;
- Paola Favarano, Psicologa del lavoro, Coach Per-formativo “Hansial e Grettel, il mondo del lavoro non è una favola. Parlare di stress attraverso la metafora della fiaba”;
- Laura Bodini, coordinatrice Gruppo di Lavoro Stress CIIP “Il contributo CIIP”. 

Questo il programma della sessione pomeridiana:

Apertura dei lavori
- Graziano Frigeri, Secretary of EWHN – President of Assoprev (I) – “Activities and role of EWHN on work related stress, including the European Campaign Speakers and topics”;

Interventi 
- Michael Guembel, Beratungsstelle Arbeit und Gesundheit, Hamburg (D) “Good practice in risk assessment and developing measures against work related stress in Germany”;
- Kathy Jenkins, Secretary of the Scottish Hazards Centre, Edinburgh (Scotland) “Activity around stress in Scotland and UK: what unions are doing, what the Hazards Campaign and UK National Workstress Network are doing and what is going on among OH&S professionals”;
- Anna Guardavilla, Jurist, Assoprev, Milano (I) “Legal fighting against work related stress in Italy: recent judgements of the Italian Courts”;
- Carlo Bisio, organisational psychologist, ergonomist, Associazione Ambiente e Lavoro, Milano (I) “Work-related stress risk assessment: best practices”;
- Klaas Zwart, President of Stichting Netwerk, Oostvoorne (NL) “The offensive approach to work related stress of Dutch Trade Union movement”;
- Marco Bottazzi, European Trade Union Institute, Bruxelles (B) “The European ETUI Network on Psychosocial Risk”.

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria dai siti AiFOS, Ambiente Lavoro, Assoprev e EWHN.
A tutti i partecipanti al Convegno verrà consegnato un Attestato di presenza valido per il rilascio di n.2 crediti di aggiornamento per formatore della sicurezza (area tematica tecnica).

Il link per l’iscrizione alla sessione mattutina:

Il link per l’iscrizione alla sessione pomeridiana:


Per informazioni e iscrizioni:
Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - convegni@aifos.it 




lunedì 28 settembre 2015

BANCHE E SOCIAL MEDIA

Pubblicato il secondo estratto della ricerca Social Minds su banche e social media. Scaricabile gratuitamente. Contiene una modelizzazione del ciclo di “Social CRM” e dati quantitativi sull’engagement degli utenti dei social network delle 50 banche del campione.



Social Minds ha rilasciato il Secondo Estratto della III Edizione della Ricerca, scaricabile gratuitamente.
Il progetto, giunto alla sua III Edizione, ha l’obiettivo finale di analizzare i modelli di utilizzo ed efficacia dei social media per il business da parte delle banche italiane.

La ricerca ha preso in esame lo stesso panel di banche italiane dell’indagine precedente, aggiungendo alcune nuove realtà, per un totale complessivo di 50 banche.

Nel secondo White Paper viene proposto un metodo integrato per l’analisi basata sui dati di 4 fasi del Customer Relationship Management, orientato alla costruzione e gestione della relazione tra aziende e clienti sui social media: il “Social CRM”.

Viene rilasciata un’anteprima di analisi di metriche di engagement, svolta grazie al nostro partner tecnico ROIALTY, distinguendo il campione di banche in 3 gruppi: Banche Nazionali, Banche Locali e Banche Online. L’analisi ha evidenziato un forte volume di interazioni soprattutto per i canali delle Banche Nazionali; ma sono i dati dell’indice IPM – un indice di interazione per migliaia di fan sviluppato da ROIALTY – a offrire i dati più interessanti.

Osservando infatti i tassi di engagement rapportati ai fan di Facebook e i Follower di Twitter, risulta che siano le Banche Locali e BCC a godere del maggior tasso di interazione su entrambi i social media.

Nel White Paper è contenuta anche un’analisi di Social Customer Segmentation la quale valuta, tramite elaborazione semantica, gli interessi principali e le tematiche più discusse nelle conversazioni degli utenti Twitter delle Banche del campione della Ricerca.

I risultati complessivi della ricerca, che comprenderanno alcune case history di banche social, saranno presentati durante l’Italian Social Banking Forum del 1 Ottobre 2015 presso il Centro Congressi Palazzo Stelline di Milano.

All’evento saranno presenti le migliori esperienze del social banking italiano: hanno già confermato la propria adesione BCCforWEB, BNL, CheBanca!, Deutsche Bank, IBL Banca, Banca Popolare Etica, Banca Sella, Widiba, UniCredit.

Per maggiori informazioni: info@socialminds.it






martedì 22 settembre 2015

USURA BANCARIA? STOP CON SDL CENTROSTUDI

Difendersi dai soprusi delle banche è possibile. SDL centrostudi è una società che si occupa di analisi dei contenziosi con il sistema finanziario - bancario. 

SDL Centrostudi, grazie alla fondazione SDL, ha accertato nel tempo vari casi di anomalie bancarie e finanziare: anatocismo, usura, truffa contrattuale e fideiussione di eccessiva onerosità. 



Le banche hanno perso il loro spirito iniziale di cooperative di aiuto alle persona e sono spesso suddite dei rating. Ben venga qualcuno che possa aiutare.

Su 170mila conti correnti analizzati in 5 anni di attività, SDL Centrostudi ha riscontrato anomalie nel 98,76% dei casi, mentre la percentuale di vittoria è del 98%.

La società di cui è responsabile è nata, infatti, da un evento tragico: il suicidio di un imprenditore del bresciano. La banca aveva proceduto nei suoi confronti con un decreto ingiuntivo per un presunto scoperto contabile di 50000 euro.

L'uomo, la sua famiglia e la sua azienda sarebbero stati trascinati alla rovina. Solo dopo il tragico gesto si scoprì che l'istituto di credito aveva applicato usura per 73.000 euro. L'uomo era dunque in credito con la banca per oltre 20.000 euro. In Italia, secondo lo studio del Laboratorio di Ricerca Socio-Economica dell’Università degli Studi Link Campus University , nel triennio 2012 - 2014, 439 persone si sono tolte la vita per ragioni economiche.

Il 45% dei casi è rappresentato da imprenditori ed il 41% da disoccupati. La situazione risulta particolarmente drammatica in Lombardia. Nella nostra Regione i suicidi per motivi economici sono in costante aumento: nel 2012 si attestavano al 5,6%, nel 2013 all' 8,1% e nel 2014 all' 11,9%. Oltre il doppio in tre anni. Tante volte i cittadini non sanno neanche che quello che le banche stanno facendo nei loro confronti non è permesso e non hanno idea di come difendersi. Informare le persone è la nostra prima "mission" aziendale.

Anche le banche hanno i loro punti deboli. SDL propone una prima assistenza in duplice fase: una pre analisi dei dati a titolo gratuito in cui gli esperti della società si impegnano a verificare la presenza di eventuali anomalie e a «quantificare il maltolto» e, successivamente solo su richiesta scritta del potenziale cliente, una fase a pagamento che si propone di tradurre l'accertata anomalia in una perizia econometrica.

Una volta deciso di procedere, SDL segue il cliente fornendo diverse armi: una perizia performante, una strategia precisa per il caso ed avvocati esperti in diritto bancario. La società, inoltre, proprio per la sua alta percentuale di successi, gode di una convenzione assicurativa con ITAS. SDL e i suoi clienti sono così coperti anche in caso di risvolto negativo della causa.

"I nostri clienti o vincono o non perdono": dichiara SDL Centrostudi.


martedì 15 settembre 2015

BANCA PER LA CRESCITA

La banca per la crescita: gli istituti italiani si confrontano sul tema con Cedacri 



La società ha incontrato a Cernobbio le banche clienti e potenziali clienti per fare il punto sulle nuove strategie per la crescita. Ai lavori hanno contribuito Banca d’Italia, ABI Lab, UBI Banca, Cariparma e Bain & Company.

Collecchio (Parma) – Cedacri, società leader in Italia per lo sviluppo di soluzioni in outsourcing rivolte al settore bancario e delle istituzioni finanziarie, ha incontrato ieri a Cernobbio le proprie banche clienti e potenziali clienti per un evento dal titolo “Il Modello di Banca per la Crescita”, nel quale si è discusso su come il modello di Banca Digitale possa aiutare le banche italiane a crescere e a migliorare la redditività.

Dopo il benvenuto di Sergio Capatti, Presidente di Cedacri, l’agenda del convegno ha puntato in primo luogo l’attenzione sull’importanza della centralità del cliente nei nuovi modelli di business della banca e su come l’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici stia rendendo sempre più autonomo il cliente della banca, sia retail sia corporate. Questo, come sottolineato da Salvatore Stefanelli, Direttore Generale di Cedacri, obbliga a realizzare sistemi semplici, che possano garantire l’operatività in tempo reale, richiede un’omni-canalità completa, affinché il cliente possa scegliere in autonomia quale canale utilizzare per usufruire del servizio, e spinge ad un forte utilizzo degli strumenti di marketing, anche nelle banche più piccole. 

Andrea Pilati, Responsabile del Servizio Regolamentazione e Analisi Macroprudenziale di Banca d’Italia, ha posto quindi l’accento sulle nuove regole di vigilanza, altro elemento che sta contribuendo a far evolvere l’operatività degli istituti italiani. “Le nuove riforme”, ha dichiarato Andrea Pilati, “disegnano un sistema bancario dotato di più capitale e liquidità, quindi più stabile, tale da assicurare in modo sostenibile e duraturo il finanziamento dell’economia e delle imprese, e ampliano gli strumenti per gestire situazioni di crisi in modo ordinato”.

È toccato poi a Romano Stasi, Segretario Generale ABI Lab, delineare come l’innovazione dei modelli di business degli istituti italiani sia fondamentale per spingere la crescita dell’Italia a livello sistemico e come l’utilizzo del servizio informatico in outsourcing possa aiutare le banche medio piccole a sfruttare l’innovazione tecnologica con investimenti e costi di gestione alla loro portata. “Le Banche sono sempre più consapevoli dell’importanza delle tecnologie: per la prima volta dopo diversi anni, nel 2015 nessuna Banca investirà meno nel settore IT. La tecnologia porta le competenze della Banca più vicine al cliente, abbatte i tempi di risposta e trasforma le informazioni dei clienti da elementi di complessità a motore di servizi”, ha dichiarato Romano Stasi. 

Con Paolo Bordogna, Responsabile Financial Services Practice e Partner di Bain & Company, si sono approfonditi ulteriormente gli scenari della trasformazione digitale delle banche, grazie alla quale le stesse possono innovare i canali, i processi e i prodotti, per fidelizzare i clienti e sviluppare nuovo business. “La Banca non può più perdere tempo.”, ha dichiarato Paolo Bordogna, “Il momento di innovare il proprio modello di business è adesso e la tecnologia è il motore del cambiamento. Le filiali rappresentano un problema, ma anche una grande opportunità se sapranno innovarsi facendo leva su quattro elementi: innovare il canale fisico, avere un approccio multicanale, portare la digitalizzazione al cuore della banca e fare evolvere il rapporto con il cliente guardando soprattutto alle nuove generazioni”.

La giornata si è arricchita anche dei contributi di Victor Massiah, Consigliere Delegato di UBI Banca, sulle prospettive di sviluppo delle banche retail in Italia, e di Hughes Brasseur, Direttore Generale Vicario di Cariparma, su come concretamente accrescere l’efficienza della filiale e fidelizzare così il cliente. 
Victor Massiah ha dichiarato che “In questi ultimi anni sono cambiate le regole del gioco, l’atteggiamento del cliente, il contesto economico e la tecnologia. La Banca retail deve comprendere per tempo le conseguenze imposte dalla normativa, sperimentare l’innovazione tecnologica, accettando la possibilità di commettere errori, e soprattutto trovare la giusta miscela tra la cultura bancaria tradizionale e quella delle nuove tecnologie, ricordando comunque che il fattore umano resta ancora l’elemento cruciale.”
Hughes Brasseur ha sottolineato che “La vera innovazione è saper rispondere rapidamente e in maniera efficace ai bisogni del cliente. Abbiamo ripensato alla nostra filiale come luoghi di conquista dove accogliere il cliente; un’agorà dove incontrarsi, effettuare qualunque operazione e avere consulenze dinamiche. Il disegno della nuova filiale lo abbiamo condiviso con i nostri clienti per aprirci al futuro e gestire anche l’oggi”.

I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda moderata da Paolo Zucca, Capo Redattore e Responsabile di Plus 24 e Risparmio e Famiglia de Il Sole 24 ORE, sulle prospettive di evoluzione dei canali e dei prodotti bancari. Al dibattito ha preso parte l’intero panel dei relatori.

“Le banche italiane oggi hanno problemi sui margini di redditività generati in parte dalle sofferenze ma anche da modifiche strutturali sui mercati finanziari, quale la riduzione dei tassi di interesse; siamo ormai nella fase economica con tassi negativi. A questo si aggiunge la crescente richiesta di patrimonializzazione da parte degli organi di controllo. Senza un forte cambiamento di modello di business, sarà difficile ritornare ai livelli di redditività pre-crisi. In questo contesto le banche possono ricevere un aiuto dalla trasformazione digitale: un’evoluzione imprescindibile, fatta di dematerializzazione dei processi e multicanalità nella relazione con il cliente. Per mantenere in equilibrio il modello di business, devono essere offerti nuovi prodotti, con prezzi adeguati per il cliente e buoni margini, è fondamentale ottimizzare i processi operativi e ridurre di conseguenza i costi di gestione”, commenta Salvatore Stefanelli, Direttore Generale di Cedacri. “Siamo lieti che le banche italiane abbiano risposto così numerose al nostro invito e vogliamo ringraziare la ricca rosa di relatori per il loro prezioso contributo a questa giornata di confronto su temi così importanti”.

Fonte: 
Francesco Petrella





 

lunedì 14 settembre 2015

Progetto Professionalità 2015/2016

Alle ore 11, presso la Sala Lune e Nodi, verrà illustrata la XVII edizione dell'iniziativa promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia a favore della crescita professionale dei giovani lombardi

zoom
Mercoledì 16 settembre, alle ore 11, la Camera di Commercio di Mantova (sala Lune e Nodi, presso la sede centrale) ospiterà la presentazione della XVII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che premia i giovani meritevoli e motivati del territorio lombardo. Dal 1999, il bando permette ogni anno ai 25 vincitori di ottenere il finanziamento, totale e gratuito, di percorsi professionali personalizzati da svolgere presso enti, aziende, università, centri di eccellenza in ogni parte del mondo.

L’opportunità consente agli assegnatari di acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di esperienze pratico-lavorative, nei settori di specializzazione da loro scelti. L’ottima ricaduta resa possibile da questa straordinaria occasione è duplice: arricchimento del bagaglio professionale per i vincitori e vantaggio per le aziende di provenienza a cui apporteranno un valore aggiunto.

La partecipazione è libera: l’evento è aperto a tutti gli interessati all’iniziativa.


È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2015/2016 nella sezione “Progetto Professionalità” del sito www.fbml.it. Per informazione si prega di contattare gli uffici della Fondazione Banca del Monte di Lombardia.
Tel: 0382.305811 - e-mail: professionalita@fbml.it